Il supplente in bilico

In una classe si possono cambiare anche tre professori di matematica in un anno. E gli studenti arrivano a giugno avendo imparato poco o niente. I genitori stupiti si arrabbiano e il coordinatore di classe allarga le braccia: “Non si può fare nulla, stiamo aspettando l’avente diritto”.

La scuola comincia a settembre e le graduatorie dei supplenti vengono modificate… in data da definire. Così il supplente che comincia l’anno a settembre con buona probabilità non lo terminerà perché, quando le graduatorie saranno modificate chi era stato assunto perde automaticamente l’incarico e si rifà tutto. Può capitare che ci sia una sola persona nuova in graduatoria e tutti gli altri slittano e cambiano istituto e scuola.

Provatevi a mettervi nei panni dello studente: che credibilità darà ad un docente che potrebbe andarsene da un momento all’altro?

Provate a mettervi nei panni del docente che arriva ad inizio anno: come può preparare le lezioni in modo efficace sapendo che sopra la sua testa c’è una spada di Damocle pronta a cadere da inizio ottobre a… data da destinarsi? Come ci si sente a lavorare con una data di scadenza? Come si può pianificare il lavoro? Con che motivazione?

Provate a mettervi nei panni del docente che arriva alla fine dell’anno: si ritroverà a rispiegare molte cose solo perché adotta un metodo didattico diverso. Quanto il tempo perso?

Provatevi a mettervi nei panni dei genitori: quali certezze avranno riguardo alla qualità dell’apprendimento del figlio quando i docenti cambiano?

Provate a mettervi nei panni delle segretarie della scuola: quando la graduatoria cambia si ripete tutta la procedura per selezionare il supplente. Diverse giornate di lavoro. Perse.

La soluzione a tutto questo sembra così semplice che è quasi stupido dirla: perché non si danno sempre e solo incarichi annuali utilizzando la migliore graduatoria disponibile al momento? Evitando inutili cambi in corsa?

Forse ci sono dinamiche che conoscono solo al ministero. Forse è giusto che lavori sempre il docente più alto in graduatoria; anche se allora si potrebbe chiedere di cambiare le graduatorie ogni mese perché in qualunque momento può capitare di fare un corso di formazione che ti dà punti.

Qualunque sia il motivo, viene da chiedere al ministero: al centro delle scelte c’è l’unica cosa importante dalla quale non si prescindere? Al centro delle scelte c’è lo studente e la sua formazione?

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