La verifica si corregge da sola

“Ciao! Cosa farai in queste vacanze?”

“Vacanze… non farmici pensare! Mi hanno invitato a passare quattro giorni in montagna e tu sai quanto mi piace… però…”

“Però cosa?”

“La vedi questa pila? Ho 5 classi. 30 studenti per classe. 150 compiti da correggere. Dove vuoi che vada?”

Quante volte vi è capitato qualcosa di simile? Quante volte avete passato pomeriggi e mattinate a correggere compiti mentre avreste preferito fare qualcosa di più stimolante? L’obiettivo della correzione in sé è nobile: mostrare ai ragazzi i loro errori per aiutarli a migliorare. Spesso però a loro questo non interessa e gli basta sapere se il voto è sufficiente. Ore di lavoro finiscono per risolversi in uno sguardo affrettato. Un risultato un po’ umiliante se paragonato a tutto il tempo investito nella correzione.  Non sarebbe bello se le verifiche si correggessero da sole?

surprisedGli ingredienti sono semplici e la ricetta pure. Ve ne diamo un esempio, da cui prendere spunto, da modificare ed adattare a piacimento.

Prepara il compito come hai sempre fatto e presta attenzione al fatto che si possa svolgere in una quarantina di minuti invece che nella classica ora.  Contemporaneamente prepara anche un altro foglio con tutte le soluzioni degli esercizi.
Poi fai tante copie quanti sono gli studenti sia delle verifiche che delle soluzioni.

Quando consegni il testo del compito spiega la nuova modalità: avranno quaranta minuti di tempo per svolgere l’esercizio e poi un quarto d’ora per correggere un paio di verifiche a testa. Così, alla scadenza del tempo e come hai sempre fatto, raccogli tutti i compiti, poi dividi la classe in due parti e consegna ad una parte i compiti dell’altra insieme alle soluzioni in modo che li possano correggere. Chiedi che ognuno assegni il voto in base ad una scala che avrai preparato e che riporti tutte le correzioni sul compito in matita.

Risultato? Dopo un’ora avrai in mano tutte le verifiche della verifica corrette, al costo di esserti organizzato un po’ diversamente da quanto hai sempre fatto.

Vengono in mente altri vantaggi oltre al tempo guadagnato:

  • Si possono fare più verifiche durante l’anno,
  • Anche i ragazzi che non hanno studiato possono imparare dalla correzione,
  • I ragazzi imparano a correggere il lavoro degli altri,
  • I ragazzi accettano e capiscono la correzione visto che se la sono data loro,
  • Ci si risparmia per una settimana la solita domanda: “Prof, ha corretto i compiti?”.

Una variante, senza ridurre il tempo del compito, può essere quella di fare lo stesso il compito in un’ora e farglielo correggere l’ora successiva. A voi trovare il metodo che più vi piace in modo che, con minore fatica si possa ottenere un risultato migliore per tutti.

Che fare ora del tempo guadagnato? Spero non abbiate bisogno di aiuto per rispondere a questa domanda ma se proprio non sapete che fare avremmo un suggerimento: Leggete un bel libro che vi possa dare nuovi suggerimenti e ispirazione. Insomma, leggete un libro magico, di vostro gusto.

 

 

 

10 pensieri su “La verifica si corregge da sola

  1. Circa vent’anni fa quando sperimentai questa soluzione nella materia che insegnavo, Ragioneria, mi sentii rispondere da una alunna:” prof, io non vorrei che i miei compagni mi correggessero la verifica, credo sia un professionista che debba fare questo lavoro”,
    Qualche giorno dopo in consiglio di classe, in sede di scrutinio, proposi ai colleghi questa soluzione di correzione dei compiti da parte degli alunni Il collega di geografia mi rispose:” Stai attento, perché se continui così pagheranno gli alunni e non te.”
    Direi che furono argomentazioni convincenti per farmi concludere l’esperienza.
    Saluto con piacere che ancora oggi c’ė qualcuno interessato a sperimentare con buone intenzioni delle innovazioni didattiche. Sarei curioso di conoscere le obiezioni degli studenti e dei colleghi di oggi.
    Grazie
    Giordano Prof

    1. Ciao Giordano! In realtà per ora non ho avuto grandi lamentele da parte dei ragazzi. Solo un tentativo di modificare un compito. Le argomentazioni che i tuoi colleghi ti hanno scritto sembrano più dettate dal timore (pagheranno cosa i tuoi alunni e non te? cosa ci sarebbe da pagare scusa?) che fondate su qualcosa di oggettivo quindi se ti va riprova anche tu e cerca di capire in autonomia se funziona o meno. :)

  2. Ciao sono una docente di arte in una media inferiore sto sperimentando da due anni il metodo flipped classroom, ho letto con piacere il vostro libro e sono anch’io alla ricerca di tempo risparmiato. Questo metodo di auto correzione l’ho già adottato su compiti in classe ma mai su verifiche. Lo sperimenterò . Ciò che lamento è la non collaborazione ( o difficile collaborazione) da parte dei Consigli di classe , ma non demordo! Sono felice di leggere articoli sul vostro metodo.

  3. Insegno Inglese nella Secondaria di I grado e ho utilizzato spesso questo tipo di correzione, che io chiamo “autocorrezione incrociata”, anche se le prime volte si perde un sacco di tempo e si fa confusione perché non fanno altro che riferirsi gli errori l’un l’altro mano a mano che correggono. Però a loro piace e davvero si risparmia un sacco di tempo a casa e anche in classe, dove appunto la correzione si risolve ad uno sguardo affrettato al voto sebbene si dedichi (come faccio sempre e come facciamo tutti, o quasi!!)) un’ora alla spiegazione degli errori.

  4. Sono diversi anni che adotto un simile metodo alternandolo a quello tradizionale, io do una verifica di un compagno ad ognuno dopo aver corretto e discusso in classe gli esercizi. Faccio sottolineare in rosso gli errori trovati e faccio fare la valutazione in base al punteggio assegnato ad ogni esercizio. Insieme al risultato della verifica valuto anche la capacitá di corregere e valutare il lavoro del compagno.

  5. Ho sperimentato anch’io questa modalità e mi capita di usarla soprattutto per gli esercizi di verifica a scelta multipla o vero o falso. Per altre tipologie di esercizi si è rivelato poco fruttuoso perché gli alunni ( scuola
    media ) sono stati lenti e mi chiedevano continuamente chiarimenti sulla leggibilità della scrittura e tanto altro che diventava stressante per me e per loro.
    invece concordo con l’idea di dedicare il
    tempo rimanente alla lettura. In classe ho sempre le riviste in inglese della Mary Glasgow e i ragazzi che finiscono prima ne scelgomo una , oppure qualcuno mi chiede di poter leggere il loro libro che portano sempre con sé in cartella !

    media )

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